PUBBLICITA’. Metacinismi pubblicitari

Campagna “Burn the rope” di Amnesty International.

Quando spulcio tra i siti di pubblicità stranieri o tra gli Annual ADCI, sono sempre due le cose che mi passano per prime in mente.

1 Ma perché qui da noi non si vede mai roba del genere?

e

2 Come sarebbe accolta una campagna del genere qui in Italia?

Al pensiero numero 1 segue una carrellata di insulti rivolti al nostro Paese che, se si eccettua qualche realtà di nicchia european oriented, vive ora più che mai di tette, culi e stupidi giochini di parole che alludono al sesso. La pubblicità italiana figlia del berlusconismo è quanto di più stupido e scontato si possa trovare in giro per l’Europa. Sarà un’associazione gratuita, ma mi salta subito alla mente quella volta in cui andai a Bilbao e un tizio basco mi disse: “Italiano? Sì? Ahahahah Berlusconi se pompa la bambina!”. Quell’episodio mi consegnò un’idea cristallina di quello che si pensa davvero di noi, fuori.

Chissà cosa direbbe qui il Giurì se qualcuno, per pubblicizzare un semplicissimo e banalissimo sito di Font allegri e vivaci, pensasse bene di menzionare gli eventi più catastrofici della storia dell’Umanità utilizzando font gioiosi e colorati, chiudendo il cerchio col payoff: “font makes the difference”.

fonte: adsoftheworld

LA QUESTIONE MORALE- Questione morale, buon gusto, bigottismo, chiamatelo come vi pare ma in Italia certe cose si sanno ma non se ne può parlare e ormai c’abbiamo fatto il callo. Che bello, però, se la pubblicità fosse un pochino più matura e autoreferenziale, magari autocritica, rischiando di contravvenire alla sua ragion d’essere, ovvero vendere. Che bellezza sarebbe vedere in giro campagne stampa come quella di qualche tempo fa in cui della povera gente esponeva un cartello con su scritto: “Grazie a questa pubblicità, un creativo vincerà un premio” ( “I’ve made a creative team win a lion at Cannes”) . Che bello se tutto ciò aprisse un dibattito interessante, non la solita ressa tra apocalittici.

 

 

LINK:

TUTTA LA MULTISOGGETTO DI AMNESTY INTERNATIONAL, “BURN THE ROPE”

QUI LA GALLERY DELLE CAMPAGNE BOCCIATE DAL GIURI’ PERCHE’ RITENUTE OFFENSIVE

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Donne, è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio!!!

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