CINEMA. RECENSIONI. Ip Man (di Wilson Yip)

Se cercate un film di arti marziali degno di tale nome, vi consiglio Ip Man, pellicola cinese del 2008Anche se il titolo può suonare molto occidentale, in realtà si tratta semplicemente della forma semplificata di Yip Man (Ye Wen, in lingua madre), grande leggenda delle arti marziali cinesi (1893-1972).
Ambientato a Foshan, piccolo sobborgo della Cina del Sud, ai tempi dell’invasione giapponese del 1937, questo gioiellino del cinema di Hong Kong narra la vita, alquanto romanzata, del grande guerriero cinese che non si fece intimorire dall’invasione nipponica e aprì addirittura una scuola di arti marziali per la sua gente.

Il film abbina un’immancabile dose tutta orientale di spirito scanzonato in stile Jackie Chan ad una narrazione terribilmente seria, il tutto condito da un impatto visivo che lo avvicina ai “cappa&spada” più classici, pur divergendo da questi ultimi perché qui si sceglie nettamente la via del racconto storico, piuttosto che quella del fantasy visionario. Diversamente da film come “La tigre e il dragone” o “Hero”, infatti, Ip Man vuole essere un divertente, evocativo e anche commovente romanzo autobiografico per immagini e, a conti, fatti, ci riesce bene. La star indiscussa del film è Donnie Yen, una specie di icona in Oriente ma ancora poco conosciuto qui da noi. La sua bravura a tutto tondo ne fa un guerriero abile quanto Jackie Chan o Jet Li ma un attore ben più espressivo e credibile nei ruoli impegnati. Si dice che Stallone lo voglia scritturare per il seguito di “The Expendables”. E fu così che Donnie venne inghiottito dal piattume hollywoodiano…:)

Ma chi era Yip Man?

 

Si dà il caso che questo signore dall’aria bonaria e dal fisico non certo prestante sia una delle leggende del kung fu mondiale. Forsa la prima vera leggenda.

Famosissima fu la sua scuola, che ora è una sorta di museo.
A lui si deve la definitiva consacrazione della disciplina del Wing Chun, arte marziale creata da una monaca buddista di nome Ng Mui.

Tra i meriti di Ip Man c’è anche quello di aver fatto da mentore ad un giovane Bruce Lee, avendolo allenato dal 1954 al 1957.

Nel film, il sifu (Maestro) è interpretato da Donnie Yen, che incarna alla grande entrambe le anime di Yip Man: il mite e saggio Maestro e il guerriero pressochè imbattibile. Curiosità: Durante le riprese, sorsero conflitti tra i produttori di Ip Man e il regista Wong Kar-wai (“In the mood for love”, “2046” ecc.) circa il titolo provvisorio del film. Wong, che aveva sviluppato una propria biografia di Ip Man, si scontrò con i produttori dopo aver appreso che il loro film sarebbe stato intitolato Grande Maestro Ip Man [fonte wikipedia]

Una carezza in un pugno

PS: L’evoluzione tecnica del Wing Chun ce la spiega lo stesso Ip Man in uno dei suoi scritti. Non provate a capirci qualcosa, è tutto inutile:)

« Chi Shin insegnò le Tecniche della Lunga Pertica dei Punti Sei e Mezzo a Leung Yee Tei. Wong Wah Bo era molto vicino a Leung Yee Tei, ed essi scambiarono ciò che conoscevano sul Kongfu reciprocamente , collegando e migliorando le loro tecniche, e quindi le Tecniche della Luna Pertica dei Punti Sei e Mezzo fu incorporata nel Kungfu Wingchun.»  Ip ManThe Origin of Wing Chun 
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Donne, è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio!!!

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