CINEMA. INTERVISTA a “Mr. MILLE TRAILER” #1

Quattro chiacchiere con “Mister 1000 trailer”, MIRO GRISANTI

Chi più di MIRO GRISANTI, decano dei trailermakers, può parlarci del momento particolare che stanno vivendo i trailer cinematografici oggi? 80 anni e la passione intatta di un ragazzino agli esordi. E’ questa la prima impressione che fa Miro Grisanti, anche ai giovani che ogni anno lo incontrano per “rubagli un po’ di mestiere” al Trailer FilmFestival in quel di Catania.

Logo del TrailersFilmFestival di Catania

Dall’alto dei suoi oltre mille trailer realizzati, questo signore dall’aria bonaria e simpatica mi accoglie nel suo studio romano mentre è tutto preso a postprodurre e montare la sua ultima creatura. Si tratta dell’ultimo cinepanettone di De Laurentiis & co e la scena vede coinvolti Sabrina Ferilli e Christian De Sica. “Questa battuta teniamola, qui rimontiamo il sonoro, qui stacchiamo sul volto di lei ecc.”. Gli basta uno sguardo, ormai, per capire cosa è bene lasciare, cosa togliere e cosa, invece, rielaborare per il trailer definitivo. Mentre mi guardo intorno, scorgo una bacheca nella quale si legge una cronologia che sembra un elenco telefonico, tanto è zeppa di titoli. Non potrei mai tenerli a mente tutti, perciò mi appunto il primo: “Zeta 55: missione disperata”- anno 1967.

Tiro fuori la mia bella scaletta di domande, ma il signor Grisanti mi precede.

MG: Lei vorrà sicuramente chiedermi come ho iniziato.

Homemade Truca [http://www.watchthetitles.com/articles/00233-Topkapi]

Io vivo di cinema dal 1947. All’epoca avevo poco più che 15 anni ed ero uno dei tanti ragazzi di bottega. Disegnavo titoli di film sul vetro con della tempera bianca. Quando finivo il mio lavoro, mi giravo tutti i reparti di quella che oggi chiameremmo post-produzione perché mi interessavano tutti. Da giovane ero uno che si annoiava subito ma avevo una gran voglia di apprendere. Non sapevo ancora cosa avrei voluto fare nella vita ma il cinema, l’animazione, la pubblicità erano tutte cose che mi affascinavano. Ricordo tutti gli strumenti dell‘epoca per fare cinema in particolare la Truka, una stampatrice ottica con dei buchi sulla pellicola [foto]. Col mio caporeparto, ho fatto il trailer di “Miracolo a Milano”, sa? Era tutto incentrato sulla scena famosa delle biciclette.

Prima di specializzarmi nei trailer, ero nell’ambiente pubblicitario e avevo curato anche grossi clienti come API, per il quale realizzai quello storico spot con Modugno che canta “Volare” a bordo di un’automobile in volo. Ho diretto anche Benigni, più tardi, in una pubblicità. Poi, per puro caso, incontrai Pino Zac, il disegnatore di Gatto Filippo, protagonista di una nota striscia di fumetti che finiva su PaeseSera. Lui aveva bisogno di alcuni cortometraggi animati e io mi feci avanti. La presentazione che realizzai per lui fu talmente innovativa che facemmo incetta di premi dappertutto, vincendo addirittura un Leone d’Oro. Poi un mio amico che di mestiere faceva il montatore di cartone animati, mi chiamò a sé e mi disse: ”Perchè non mi fai una presentazione?” All’epoca non si chiamavano ancora “trailer”. Io, ovviamente, accettai. Si trattava del film “Zeta55: missione disperata”. Fu un successone, tanto che mi arrivarono centinaia di proposte in poco tempo. (continua…)

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Donne, è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio!!!

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