SCHETTINO. Il Paese della Concordia

Una nave gigantesca a bordo della quale viaggiano persone di nazionalità differenti che viene portata troppo vicino alla costa da un timoniere avventato. Il timoniere in questione, preso da deliri di onnipotenza che non dovrebbero scalfire i pensieri di una figura con delle responsabilità, comincia ben presto a perdere il controllo della situazione e così si caccia in un vicolo cieco dal quale non può più uscire.

Il risultato è un buco enorme dal quale la nave comincia ad imbarcare acqua in quantità industriale. Il manovratore non sa più a quale santo votarsi, ma farebbe qualsiasi cosa pur di non lanciare l’allarme generale. E infatti ritarda. E mente. Dice che va tutto bene. La nave e i suoi passeggeri hanno le ore contate, ma per i microfoni è solo un guasto al generatore. “Va tutto bene, gente” e intanto ogni cosa viene sballottata prima da una parte e poi dall’altra.

Quelli allora cominciano a insospettirsi, a temere per sé stessi e i più svegli fanno perfino qualche domanda. “Scusi signore, parla lo spagnolo? Perchè se va tutto bene lei indossa un giubbotto di salvataggio?”. Nessuna risposta. Nel frattempo, al telefono, una voce matura richiama all’ordine lo skipper che si è dato alla fuga. Non può intervenire in prima persona ma cerca di imporre come può il rispetto del codice nautico ed etico.

“Vada a bordo!”. Il dado è tratto. La nave, sotto gli occhi dell’Europa, sta colando a picco. C’è chi urla, chi prega, chi si getta. C’è anche chi un attimo prima stava suonando e adesso lascia che a salvarsi siano i più innocenti. Il guaio è che non c’è nemmeno tempo da perdere perchè a soli dieci metri da quel gigante piegato su sé stesso, c’è una realtà più nera del nero: uno strapiombo di quaranta metri, il baratro. E’ decisamente troppo tardi per recuperare la nave e riprendere il viaggio ma tuttavia la si deve trarre in salvo prima che scivoli negli abissi e con essa anche le persone, ammesso che ci siano, rimaste a bordo. Non resta che versare lacrime e sangue. L’obiettivo non è riprendere da dove si era finito, ma ripartire da zero. Più penso alla Costa Concordia, più mi viene in mente l’Italia.

Italia, terra di santi, poeti, navigatori [cit.]

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Donne, è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio!!!

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