CINEMA. Speciale Django Unchained. Un western per Tarantino #2

Continua il nostro personalissimo viaggio nel mondo di “Django Unchained”, il prossimo film di Quentin Tarantino. Approposito, mi chiedevo se dalla versione italiana della pellicola dovremo attenderci qualche storpiatura del titolo come, che so, “Django, la vendetta”, “Django scarcerato” oppure “Django libero”.

Sarebbe quantomeno freak l’ipotesi delle traduzioni letterali “Django senza catene” oppure “Django scatenato”, con l’aggettivo che nasconde il doppio senso. Ok, ok, non perdiamoci in chiacchiere. Nella prima parte ci siamo soffermati sulle info note e arcinote al grande pubblico. Qui, invece, troverete qualcosa che potrebbe addirittura suonarvi nuova ed esclusiva, perciò…

CAPITOLO 2- APRI BENE GLI OCCHI!

IL TEMA RAZZIALE

La sceneggiatura originale del film di Sergio Corbucci scritta dallo stesso regista con l’aiuto di Piero Vivarelli, Bruno Corbucci, Jose Gutierrez Maesso e Franco Rossetti è stata ovviamente stravolta in “Django Unchained”. Sceneggiatura riscritta completamente da zero, adattata ai nostri tempi, “tarantinizzata” per benino, insomma. E così il Django del 2012 è uno schiavo nero che viene liberato da un cacciatore di teste tedesco. Il tema razziale giocherà un ruolo principale in questa pellicola. All’inizio, Django doveva essere Will Smith, poi la scelta è ricaduta su Jamie Foxx.

NO, NON E’ UN TRUCCO

Confermata la presenza di Tom Savini all’interno del cast, ormai alla sua sessantesima comparsata da attore, e pare che in “Django Unchained” non abbia nemmeno un ruolo così marginale.  Chi è Tom Savini? Semplicemente il guru, il mentore, il mago assoluto della make up art. Il suo nome viene sempre associato al genere Horror perché è lì che il vecchio Tom s’è fatto un nome. E che nome! I suoi effetti speciali e i suoi trucchi hanno contribuito in maniera determinante al successo di capolavori dell’horror firmati Dario Argento, George Romero ecc. Mica pizza e fichi, insomma.

C’è da scommetterci che nelle scene splatter del film di Tarantino (perchè ci saranno taaante scene splatter, vero Quentin;-)?) ci sarà il suo magistrale zampino.

RICE – WESTERN

Correva l’anno 2007 (non tanto tempo fa, in fondo) quando mister Takashi Miike (“Full Metal Yakuza”, “Ichi the killer”, “The Call” ecceteraecceteraeccetera) contattò Quentin Tarantino con la seguente proposta: “Senti Quentin, ti vorrei come attore nel mio film. E’ un omaggio al western all’italiana. Parla di un pistolero solitario che si ritrova in un posto in Nevada dove da anni imperversa una guerra sanguinosa tra due clan rivali. E’ un omaggio a Django”. Il titolo: “Sukiyaki Western Django”Risposta di Q.T.: “Dove firmo?”

DJANGO ON MY MIND

La scena più nota del film “Le Iene”, ovvero quella in cui Mister Blonde (Michael Madsen) taglia l’orecchio al povero poliziotto Marvin Nash sulle note di “Stuck in the Middle Wth You” è in realtà un grande omaggio di Tarantino al primo “Django” e in particolare alla scena in cui il boss messicano Rodriguez riserva lo stesso trattamento ad uno degli uomini del cattivissimo Jackson. La pellicola del 1966 fu accolta con una ovazione ma venne vietata ai minori di 18 anni per alcune scene di violenza ritenute troppo esplicite per l’epoca.

SE UN UOMO CON LA PISTOLA INCONTRA UN UOMO CON LA BARA…

Ciò che rende straordinariamente iconica la figura di Django è soprattutto una bara: questo pistolero solitario, infatti, si trascina dietro una bara che nasconde in realtà la sua pistola. Quella bara ebbe un impatto talmente forte sull’immaginario collettivo quando uscì il film originale del ’66, che venne riutilizzata in mille film diversi, soprattutto nei sequel di “Django”. Due anni dopo il primo “Django”, correva l’anno 1968, il regista Ferdinando Baldi, con “Preparati la bara!”, inserì la cassa da morto addirittura nel titolo. Per la cronaca, in quel film Django era Terence Hill.

Nel film di Tarantino, c’era da aspettarselo, la bara rivestirà un’ importanza fondamentale, tanto che inizia già a intravedersi nelle prime foto dal set e sui loghi non-ufficiali del film in forma stilizzata in sostituzione della “O” di “Django”. Al suo interno non ci sarà più una semplice pistola, ma un’arma molto più potente. Il pensiero va subito ad un’altra custodia celebre, quella della chitarra del desperado “Banderas” nella trilogia western di Robert Rodriguez.

EPOCA CHE VIVI, DJANGO CHE TROVI

La pellicola originale “Django” di Corbucci vanta oltre 30 seguiti autorizzati, senza contare altri settanta sequel circa non autorizzati. Un tempo le maglie del copyright non erano strette come oggi.

PRIME SCENE DAL SET

Questa che vedete è una delle più recenti foto “rubate” al set di “Django unchained”. [fonte: djangounchained.org]

Santa Clarita Valley, California

RELEASE

Molte riprese, soprattutto quelle in interna, sono già state girate. Adesso lo staff è alla ricerca di comparse (età: dai 6 ai 65 anni) per quelle in esterna. Ulteriori info, semmai risiediate in California sono sul sito djangounchained.org

“Django unchained” uscirà il 4 gennaio 2013 in tutto il mondo

Annunci

Informazioni su copyisteria

Donne, è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio!!!

Un Commento

  1. Pingback: CINEMA. DJANGO UNCHAINED, l’intervista a Tarantino « copyisteria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: