CORTOMETRAGGI- RECENSIONE. The Net, di M. Torbidoni [1995]

Pensate ad un mondo senza televisione se ci riuscite o senza internet. Come si viveva prima della Rete? Come faceva la gente ad informarsi, divertirsi, lavorare e tenersi in contatto? L’avreste detto nel 1995 che di lì a qualche anno la tecnologia si sarebbe impadronita perfino del nostro vivere sociale?

SCHEDA

Titolo: The Net

Anno: 1995

Regia: Michele Torbidoni

Scritto da: Michele Torbidoni

Durata: 8’43”

LA TRAMA- In un futuro postapocalittico dominato dalle macchine, gli esseri umani sono letteralmente ingabbiati dalla tecnologia e ogni singola funzione vitale non potrebbe avvenire se non, appunto, grazie al suo intervento. Lavarsi i denti, sognare, amare, vivere, passa tutto attraverso dei cavi. Come in “1984” di G. Orwell, anche qui la coercizione avviene attraverso slogan o per meglio dire “Regole di esistenza” che inneggiano ad una condizione di eterna armonia. “E’ proibito fare incubi”“Nessun dolore per la gloria del sentimento condiviso. La nostra vita, la nostra gioia, le nostre risate, sensazioni, sentimenti. La comunità è il tempo, lo spazio, la realtà, la vita”.

MATRIX ANTELITTERAM- The Net è un breve cortometraggio (9min. circa) scritto e diretto dal regista Michele Torbidoni nel 1995 e realizzato in collaborazione col Centro Sperimentale di Cinematografia e come si evince dalla trama, il suo più grande merito è quello di aver anticipato, con una buona dose di preveggenza, tematiche molto attuali come la convergenza tra uomo e tecnologia. I film/corti di fantascienza, fino al 1995 avevano mostrato universi paralleli, tecnologie provenienti da pianeti ignoti, orizzonti lontani dalla nostra realtà. L’informatizzazione della società cominciava proprio in quel periodo ad ispirare la settima arte, come dimostra la spy story omonima The Net (’95), dove una hacker (interpretata da Sandra Bullock) riesce a scoprire i segreti del Governo servendosi del computer. Johnny Mnemonic (anch’esso datato 1995) fu uno dei primi tentativi hi-budget, peraltro piuttosto deludente a mio avviso, di rappresentare attraverso un film di fantascienza una società sul punto di affrontare l’avvento di internet. Operazione che trovò il suo definitivo e tuttora insuperato completamento in Matrix (1999).

IL REGISTA- Il regista, Michele Torbidoni, che dall’aspetto sembra un nerd della prima ora, è uno di quei registi che mangiano cinema, respirano cinema e amano il proprio lavoro tanto da curarne ogni aspetto con un’attenzione per il dettaglio davvero sorprendente.

ATMOSFERA– La rappresentazione claustrofobica e terrificante del futuro immaginato dall’autore tiene testa a produzioni molto più costose, riuscendo perfettamente a condensare in pochissimo tempo e in pochi spazi un futuro incredibilmente freddo e spietato. Non si sceglie la via del noir futuristico (alla Blade Runner), ma si predilige saggiamente la via dell’horror. Il cast non va oltre 5 elementi più qualche comparsa e non ci sono dialoghi perché il futuro che disegna The Net è immerso in un vuoto di sentimenti e in un silenzio di emozioni che solo le macchine possono colmare. A differenza di Matrix, dove i corpi sono immersi in vasche criogeniche per tutto il tempo, qui gli schiavi passano con dolore dalla fase di sogno/indottrinamento a quella, dolorosissima, della realtà.

NOTE TECNICHE-  Ottime luci, montaggio (Francesca Sambucci), fotografia di Werther Germondari e Mario Cersa. Bene anche le scenografie di Riccardo Monti, a cui si deve anche il design della maschera che costringe gli umani a chiudere gli occhi e sognare.

DA VEDERE SE AMATE…– Il genere fantahorror, oppure classici del genere come Blade Runner (R. Scott), Brazil (T. Gilliam), L’esercito delle 12 scimmie (T. Gilliam)

E DOPO TUTTO QUESTO, NON MI RESTA CHE AUGURARVI UNA BUONA VISIONE…

A breve su Copyisteria una recensione dell’ultimo cortometraggio di M. Torbidoni “La cosa in cima alle scale” e un’intervista esclusiva al regista.

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Donne, è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio!!!

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