LIBRI. “Dux”: Una biografia sessuale di Mussolini, di R. Olla

NO, MA HA FATTO DELLE COSE BUONE- «Sono giovani e belle, le prendo, poi non ricordo più né il loro nome né come sono fatte»: il Duce era un fermo sostenitore del Teorema di Marco Ferradini: “Prendi una donna, trattala male”. E le donne, tutte, erano rapite dal suo rinomato fascino “lettorio”, cioè sotto le lenzuola. In un’epoca in cui i media non erano che giornali sbiaditi e film di propaganda, il potere del passaparola era riuscito a trasformare un uomo brutto, tarchiato, tappo e anche un filino arrogante nel più figo dei sex symbol. Con buona pace dei comunisti, sfigati e dediti all’autoerotismo già allora. Mussolini c’era riuscito con la forza del suo personaggio “iconico” più che per le sue reali “capacità”. In un’epoca in cui c’era un grandissimo bisogno di icone per ripartire da zero, la sua “ostentata forza bruta” suonò come un segnale forte e riuscì a fare breccia in un popolo stremato dalla Guerra e dalla fame.

Fasciste di oggi

Il mito del contadino padano reduce di guerra con la mascella quadrata e i muscoli esibiti col piccone in mano è cosa diversa dal multimilionario guascone e dedito al burlesque (Berlusconi), ma sono entrambi lo specchio di due epoche profondamente diverse.

Di questo si parla nel bel saggio “Dux”: Una biografia sessuale di Mussolini, scritto da Roberto Olla (autore di Combat Film). «Una gran massa di italiani visse in una sorta di simbiosi psicologica col corpo del Duce, desiderandolo nella componente femminile, sognando di essere come lui in quella maschile»: come e più di quanto accade oggi con certi atleti. Sarebbero state quattrocento le donne del Duce durante tutta la sua vita, senza contare figli legittimi e illegittimi. Una bazzecola in confronto alle 800 scappatelle di Cassano o ai figli di Maradona, ma un’enormità per l’epoca. Il dato più triste che emerge è però un altro: il mito della potenza sessuale del Duce era alla base della sua potenza politica nell’Italia fascista.

La biografia parte addirittura dalla “prima volta” di Mussolini (sì, perché mica avete creduto alla storia che nacque già svezzato). La prescelta fu tale Virginia B e questo è il racconto del Duce: «La presi lungo le scale, la gettai in un angolo dietro a una porta e la feci mia. Si rialzò piangente e avvilita». Un signore.

All’inizio Mussolini scelse donne intelligenti e moderne come la rivoluzionaria Angelica Balabanoff o l’ebrea Margherita Sarfatti, colta e abile, che con il suo libro Dux esportò il suo Mito a livello mondiale. Poi, si narra, andò un po’ a ruota libera. Ndocogliocoglio. Sposò Rachele Guidi nel 1925, prima della storia con Claretta Petacci, la donna che lo seguì fino al tragico epilogo di Piazzale Loreto. Claretta lo sostenne nella bufera della seconda guerra mondiale e ancora di più nella bufera delle prime defaillances procurandogli l’Hormovin, il “nonno” del viagra. La biografia sessuale di Mussolini è un ritratto impietoso di un uomo dipendente dal sesso e porta alla luce ipocrisie, volgarità e aspetti caratteriali del Dux, demolendo, se ce n’era ancora bisogno, anche dal punto di vista morale la vulgata buonista del «brav’uomo».

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Donne, è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio!!!

  1. Roberto Olla

    Bella recensione

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