ARTE. Che ne sai tu di un campo di grano…

“Che ne sai tu di un campo di grano…”, cantava Battisti che evidentemente non conosceva Dario Gambarin.

CHI E’– Dario Gambarin è un pittore e fin qui nulla di strano se non fosse per una particolarità che lo distingue dal resto dei pittori di ieri e di oggi. La sua tela sono i campi di grano di Castagnaro (bassa veronese) e il suo pennello è l’aratro.

L’IDEA– Cosa spinge un uomo a disegnare col suo aratro? Ce lo spiega lui in persona dalle pagine del suo sito. “Dieci anni fa vidi delle fotografie di Land Art in Germania e così, tornato a casa, mollai la tradizionale tela e cominciai a dissodare un campo secondo la mia immaginazione. Quando mio padre, tenuto all’oscuro di tutto, vide il volto gigantesco scolpito nel grano mi domandò se fossi diventato matto”.

PERCHE’ L’ARATRO?– Un proverbio indiano dice che l’aratro è il fondamento di tutte le arti e impugnadolo come pennello Gambarin non solo mette in atto un personale ricongiungimento con la propria infanzia, ma mima anche un ritorno della civiltà umana alle proprie origini tramite l’utilizzo artistico di uno strumento primordiale. Il suo, direbbe Friedrich Schiller, è un ritorno “sentimentale” poiché anela all’ingenuità dell’inizio, ma lo fa con la consapevolezza di chi è divenuto adulto.

PERCHE’ NEI CAMPI?– Con i suoi volti, Dario Gambarin vuole arricchire la terra e rivalutare il paesaggio campestre della sua infanzia, sempre più minacciato e aggredito, creando qualcosa di diverso e imprevedibile. «Da giovane ho vissuto la campagna come una prigione. Queste sono zone che d’inverno la nebbia ti blocca la vista. E allora che fai? Te ne vai, per scoprire il mondo. Ma dopo aver girato ora sono tornato, riconciliato con essa grazie ai miei disegni». Nessun aiutino nel suo viaggio creativo, soltanto due paletti di orientamento e poi via, sul trattore rombante crea solchi, disegnando linee, tracciando percorsi misteriosi. In attesa del parere del giudice seduto in aereo.

IL PARERE ILLUSTRE– Tra gli ammiratori dell’arte di Gambarin, merita un posto di primo piano il regista Pupi Avati, che di lui dice: «La sua è un’operazione in armonia con l’ambiente e non finalizzata a scopi commerciali, ma che obbedisce soltanto alla propria urgenza creativa. Un’iniziativa geniale». [fonte: ilsole24h]

ULTIME CREAZIONI– I soggetti dei suoi “dipinti” non sono sempre personaggi famosi, anche se probabilmente quelli che lo hanno reso celebre sono quelli di Barak Obama e quello, recentissimo, del calciatore Mario Balotelli con la divisa dell’Italia.

IL SUO SITO–  dariogambarin

immagine presa da caterpillaram.blog.rai.it

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