CINEMA. Vedi Napoli e poi filmi

ABEL FERRARA STREGATO DA NAPOLI- Dopo “Passione” (2010), il docufilm di John Turturro dedicato alla città di Napoli e alla sua cultura, anche Abel Ferrara dalla prossima settimana sarà nel capoluogo campano per un documentario sui Quartieri Spagnoli prodotto da Gaetano Di Vaio.

Il regista de “Il cattivo tenente” dice che sarà: “…la storia di un riscatto sociale in quella che é per me la città più bella del mondo. Attraverso lo sguardo di un ragazzo racconterò la realtà di questo quartiere problematico”.

Il regista era già stato a Napoli più volte ed aveva collaborato per alcuni artisti partenopei, come ad esempio i 99 Posse per il video del brano “Cattivi Guagliuni”. Adesso pare proprio che la sua passione per Napoli sia destinata a perdurare.

NAPOLI NUOVA MUSA MONDIALE- E’ l’ennesimo omaggio di un regista di culto al capoluogo partenopeo. Impossibile non vedere l’influenza di “Gomorra” dietro queste operazioni artistiche/commerciali. Ora i produttori campani propongono progetti sulla vita delle periferie di Napoli ad artisti di fama internazionale e il più delle volte la cosa va in porto. Perché? E soprattutto, perché non accadeva anche prima? L’opera di Roberto Saviano ha contribuito come nessun altra a sdoganare la “mafia made in Campania” e assieme ad essa tutto il territorio e la cultura del posto, fino a pochi anni fa assolutamente snobbata dal resto del mondo e dalla letteratura o comunque relegata alle buone a massa informe di luoghi comuni, da Pulcinella a Masaniello passando per Maradona. Ingiustamente. Ora no e questo è bene.

GOMORRA L’APRIPISTA- Per questo motivo, più che magistrati come Giovanni Falcone o giornalisti come Giuseppe Fava, Roberto Saviano ricorda lo scrittore italoamericano Mario Puzo, che a suo tempo trasformò la Mafia in un fenomeno di costume con “Il Padrino”. Se certe organizzazioni non si possono debellare definitivamente perché troppo radicate nel tessuto sociale, perlomeno si può dare dignità artistica e letteraria a quello che si racconta. Saviano questo l’ha fatto bene e con una cura dei dettagli e della prosa da ottenere un successo ben oltre le previsioni.

FU VERA GLORIA?- Ora tutti amano Napoli, ora illustri esponenti dell’Intellighenzia inneggiano a Napoli e non hanno dubbi: “E’ la città più bella del mondo”. Ora non sei sul pezzo se non scrivi di Napoli, non sei impegnato se non parli degli scugnizzi che fregano i motorini alle Vele o che spacciano al rione Sanità. Tutto questo fermento internazionale attorno al Vesuvio, lungi dall’averlo liberato dai suoi problemi, gli sta conferendo una certa dignità culturale che da un lato giova alla fama della città, ma dall’altro comincia a trascinarsi dietro qualche retaggio Radical chic di troppo.

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