EVENTI. Il 3 Ottobre, Roma ricorda le vittime innocenti degli “anni di piombo”

L’ESECUZIONE DI UN INNOCENTE- I più giovani non se lo possono ricordare ma il 5 marzo 1982, esattamente trent’anni fa, l’Italia fu sconvolta dall’ennesimo fatto di cronaca nera. Durante una rapina di alcuni terroristi neri alla BNL di piazza Imerio a Roma, venne freddato a terra un innocente: si chiamava Alessandro Caravillani, aveva solo 17 anni ed era uno studente del quarto anno di Liceo Artistico, lo stesso Liceo che adesso porta il suo nome. A far partire il colpo fu Francesca Mambro, all’epoca 23enne ma con all’attivo già diversi atti di terrorismo efferato assieme al commando dei NAR (Nucleo Armato Rivoluzionario). Ad ingannare la Mambro e a spingerla a premere il grilletto fu un gesto inconsulto del ragazzo, che lei credeva armato ma che in realtà in tasca nascondeva un semplice ombrello.

ANNI DI PIOMBO- E’ difficile spiegare a chi non l’ha vissuto il clima di terrore degli “anni di piombo” in Italia. Ciò che restava del decennio della contestazione era un rantolo d’odio e di attivismo politico che ben presto degenerò in atti di terrorismo e nella nascita di nuclei armati. Studenti e operai militavano nei gruppi della sinistra parlamentare e si riconoscevano nella rivoluzione guevarista. Erano all’ordine del giorno contestazioni, manifestazioni di piazza, fino al tragico episodio di Piazza Fontana (1969): a Milano esplose una bomba nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, provocando 16 morti e 88 feriti. Fu quello l’inizio di una nuova e drammatica pagina di storia, caratterizzata da un inasprimento ideologico senza precedenti. Polizia contro brigatisti, ma anche neri contro rossi, terroristi neri contro br: era l’espressione più violenta di un conflitto ideologico che sopravvive ancora oggi, nei dibattiti politici. L’assassinio del giovane Caravillani arrivava 7 anni dopo l’assassinio di Pier Paolo Pasolini; 5 anni dopo l’assassinio della studentessa diciottenne Giorgiana Masi; 4 anni dopo il rapimento dell’On. Aldo Moro, trovato morto subito dopo; appena 2 anni dopo la strage alla stazione di Bologna. Durante gli attentati di quegli anni morirono politici, onorevoli, poliziotti, attivisti politici ma anche tanti, troppi innocenti: a questi ultimi e alle loro famiglie è dedicato l’evento di mercoledì 3 Ottobre alla Casa del Cinema di Roma.

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IL 3 OTTOBRE L’EVENTO, PER NON DIMENTICARE– Il prossimo 3 Ottobre, presso la Casa del Cinema (Largo Marcello Mastroianni, 1) alle ore 10:00 ci saranno una mostra e la premiazione degli studenti che hanno partecipato al bando promosso dalla Fitel (Federazione Italiana Tempo Libero) nel ricordo di Alessandro Caravillani e di tutte le vittime innocenti delle stragi terroristiche. Sarà l’occasione ideale per proiettare in anteprima il film “UNO STUDENTE DI NOME ALESSANDRO” di Enzo De Camillis. L’evento, aperto al pubblico, sarà patrocinato dalla Regione Lazio.

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IL FILM- “UNO STUDENTE DI NOME ALESSANDRO”- La pellicola ripercorre le vicende di quel drammatico 5 marzo 1982: la rapina, il conflitto a fuoco con le forze dell’ordine, il ferimento e l’esecuzione del giovane. Il regista Enzo DE CAMILLIS ha realizzato un lavoro che serve a far riflettere sul presente attraverso gli errori del passato; è una specie di promemoria storico affinché le tante difficoltà che stiamo vivendo oggi non degenerino di nuovo coinvolgendo le frange più estreme e oltranziste. Il docufilm mostra gli anni di piombo dal punto di vista della gente comune, le vere vittime sacrificali dell’ideologia. E’ un monito sulle possibili derive violente del “credo politico” oltre che un punto di vista alternativo rispetto al genere poliziesco (non a caso, particolarmente in voga negli anni ’70) e a quell’apologia del terrorista/ angelo del male che pure ha contraddistinto molta cinematografia.

cast

Valentina Carnelutti (Francesca Mambro)

Giuseppe Maggio (Alessandro Caravillani)

Alex Pascoli (Terrorista)

Carmen Di Marzio (Fidanzata di Alessandro)

cast tecnico

Regia di Enzo De Camillis

Scenografia a cura di Pasquale Germano

Costumi a cura di Patrizia Pontiselli

Fotografia di Roberto Girometti

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